Il sorriso - William Blake
C’è un Sorriso d’Amore, e c’è un Sorriso d’Inganno, e c’è un Sorriso dei Sorrisi in cui questi due Sorrisi si incontrano. E c’è uno Sguardo d’Odio, e c’è uno Sguardo di Disprezzo, e c’è uno Sguardo degli Sguardi, che tentate di scordare invano; perché si pianta nel profondo del Cuore, e si pianta nel profondo della Schiena, e nessun Sorriso che mai fu Sorriso, ma un solo Sorriso soltanto, che fra la Culla e la Tomba si può Sorridere soltanto una volta; ma, quando è Sorriso una volta, c’è una fine a tutta l’Angoscia.
“C’è un sorriso d’amore e un sorriso di inganno. E c’è un sorriso di sorrisi nel quale questi due sorrisi si incontrano. C’è uno sguardo d’odio e uno sguardo di disprezzo. E c’è uno sguardo fatto di questi sguardi che tu ti sforzi di dimenticare invano. Perché a fondo nel profondo del cuore penetra e affonda nel profondo delle ossa e nessun sorriso che fu mai sorriso ma solo quel sorriso solo quello che dalla culla alla tomba si può sorridere solo una volta e quando è sorriso ha fine ogni miseria.”
La maggior parte delle persone non sa amare né lasciarsi amare, perché è vigliacca o superba, perché teme il fallimento. Si vergogna a concedersi a un’altra persona, e ancor più ad aprirsi davanti a lei, poiché teme di svelare il proprio segreto. Il triste segreto di ogni essere umano: un gran bisogno di tenerezza, senza la quale non si può resistere.
Sándor Márai
Un cattivo politico nominerà un pessimo dirigente della pubblica amministrazione, che a sua volta si contornerà di pessimi collaboratori e questo è un terribile effetto a cascata.
Milena Gabanelli
Non tutti conoscono la bellezza del significato del modo di dire “In bocca al lupo”: cosa sta ad indicare questo augurio?
L’amore della madre-lupo che prende con la sua bocca i propri cuccioli per portarli da una tana all’altra per proteggerli dai pericoli esterni. Ebbene sì, dire “in bocca al lupo” è uno degli auguri più belli che si possa fare ad una persona!
Indica protezione!
E’ la speranza che tu possa essere protetto e al sicuro dalle malvagità che ti circondano.
Adesso vorrei sapere chi è stato così osceno da inventare come risposta “crepi il lupo”!
Da oggi in poi io risponderò “grazie di cuore”.
Ti amo. Di questa parola so tutto il peso – l’orrore e la meraviglia – eppure te la dico, quasi con tranquillità. L’ho usata così poco nella mia vita, e così male, che è come nuova per me.
Cesare Pavese
2013
Né la minuzia simbolica
di sostituire un tre con un due
né quella metafora inutile
che convoca un attimo che muore e un altro che sorge
né il compimento di un processo astronomico
sconcertano e scavano
l’altopiano di questa notte
e ci obbligano ad attendere
i dodici e irreparabili rintocchi.
La causa vera
è il sospetto generale e confuso
dell’enigma del Tempo;
è lo stupore davanti al miracolo
che malgrado gli infiniti azzardi,
che malgrado siamo
le gocce del fiume di Eraclito,
perduri qualcosa in noi:
immobile.
JORGE LUIS BORGES
Fine d’anno
C’è tutto quel che c’è ma alla fine non c’è un bel nulla.
E le unghie? graffiano, sanno
graffiare, graffiano anche il nulla. E poi ci sono delle cose, penso con angoscia, cose che stanno ferme. Per fortuna ci sono, dico a me stesso. In realtà e come se mi parlassero. Se mi parlassi.
Forse un giorno ricorderò.
Cosa devo ricordare?
Sì, ricorderò come eravamo felici, così, senza saperlo, senza volerlo.
Questo è impressionante. Vi prego di prendervi un momento per leggere:
Un uomo era seduto in una stazione della metropolitana di Washington DC e iniziò a suonare il violino, era un freddo mattino di gennaio. Suonò sei pezzi di Bach per circa 45 minuti. Durante questo lasso di tempo, poiché era l’ora di punta, è stato calcolato che 1.100 persone sarebbero passate per la stazione, la maggior parte di loro sull ’ intento di andare a lavorare. Passarono tre minuti e un uomo di mezza età notò che c’era un musicista che suonava. Rallentò il passo, si fermò per alcuni secondi, e poi si affrettò per riprendere il tempo perso. Un minuto dopo il violinista ricevette il primo dollaro di mancia: una donna lanciò il denaro nella cassettina e, senza neanche fermarsi, continuò a camminare.
Pochi minuti dopo qualcuno si appoggiò al muro per ascoltarlo, ma poi guardò l’orologio e ricominciò a camminare. Chiaramente era in ritardo per il lavoro. Quello che prestò maggior attenzione fu un bambino di 3 anni. Sua madre lo invitava a sbrigarsi, ma il ragazzino si fermò a guardare il violinista. Infine la madre lo trascinò via ma il bambino continuò a camminare girando la testa tutto il tempo. Questo comportamento fu ripetuto da diversi altri bambini. Tutti i genitori, senza eccezione, li forzarono a muoversi. Nei 45 minuti che il musicista suonò, solo 6 persone si fermarono e rimasero un po ‘. Circa 20 gli diedero dei soldi, ma continuarono a camminare normalmente. Tirò su $ 32. Quando finì di suonare e tornò il silenzio, nessuno se ne accorse. Nessuno applaudì, né ci fu alcun riconoscimento.
Nessuno lo sapeva ma il violinista era Joshua Bell, uno dei musicisti più talentuosi del mondo. Aveva appena eseguito uno dei pezzi più complessi mai scritti, su un violino del valore di $ 3.5 milioni di dollari. Due giorni prima che suonasse nella metro, Joshua Bell fece il tutto esaurito al teatro di Boston, dove i post in media costavano $ 100. Questa è una storia vera. Joshua Bell era in incognito nella stazione della metro, il tutto organizzato dal quotidiano Washington Post come parte di un esperimento sociale sulla percezione, il gusto e le priorità delle persone. La prova era se in un ambiente comune ad un’ora inappropriata: percepiamo la bellezza? Ci fermiamo ad apprezzarla? Riconosciamo il talento in un contesto inaspettato?
Una delle possibili conclusioni di questa esperienza potrebbe essere:
Se non abbiamo un momento per fermarci ed ascoltare uno dei migliori musicisti al mondo suonare la miglior musica mai scritta, quante altre cose ci stiamo perdendo ?
Sogno un donna che abbia raccolto i suoi resti in un bacio
un donna che mi travolge ed invade l’anima, che mi indossa come un abito in grisaglia.
Vivo nell’esilio dell’anima
e quando mi dissolvo
mi trattengo in quel borgo
senza abluzioni e senza sepoltura.