Ma tu lo sai…
Ma tu lo sai cosa c’è di vero in quel che io ho da dire e detto?
No, tu non lo sai, anzi t’illudi di aver capito la più ben minima parola di tutte le parole intrecciate, in quel abisso di parole gettate.
Tu forse hai provato a raccoglierle a tenerle in mano,
provato a stringerle e a sentirle tue.
Ma nulla di fatto e nulla sarà, poiché, come se stringessi sabbia tra le mani e la stessa defluisca dalle fenditure, ti rimarrebbe solo la tua pelle, appiccicata alla tua pelle
e poi…il nulla di tutto il detto.
Ma tu lo sai cosa c’è di vero e quanto ho ancora da dire e da gettare nell’abisso del detto?
Sì, forse sai cosa la mia anima ha da dire
e forse comprenderai che qualcosa è successo
in quello svuotato e deserto aspetto.
Se mi potessi vedere, riconosceresti il pallore in viso e quanto in quel momento il corpo la comprende.
Quel timore improvviso, venuto dal nulla,
che cresce in noi a conferma del nostro sradicamento
e solo in ultima istanza appartenere a ciò che diciamo anima.
Che forse l’immane cuore ha sofferto e di lì a poco s’è rotto, in tanti pezzi che a ritrovarli passeresti mille e mille anni di abbandono.
Forse proverai a capire e la creatività ti coinvolgerà,
da proporti e riproporti.
Hai provato a bucare, perforare lo strato delle apparenze che ci separa dall’essenziale.
Cerci anche tu la verità. E’ un compito irrealizzabile ma ha più fascino di una meta accessibile.
Ho trascinato pian piano come una lumaca a lasciare la scia, con modestia, applicazione e, in fondo con indifferenza… nella voluttà tranquilla e nell’anonimato.